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Per pievi e grance lungo la via Francigena

Postato Da admin / aprile 8, 2015 / , , , , , , , , , , , , , , / 0 Commenti

Cosa vedere

Il tratto della Francigena, l’antica via di comunicazione medievale che dal nord Europa conduceva a Roma, e che da Siena si dirige verso la Val d’Arbia, corrisponde più o meno all’attuale strada statale Cassia. Molti dei centri abitati di quest’area rispondono alla celebre citazione dello storico Ernesto Sestan, che li definì “ civiltà della strada”; si pensi a Buonconvento, Isola e Ponte d’Arbia, o Ponte a Tressa, luoghi dove molte sono le testimonianze artistiche legate al pellegrinaggio e create nella circolazione di uomini e idee.

Le pievi

Numerose sono le pievi romaniche, come quella di San Jacopo a Cuna, con un affresco raffigurante Il miracolo del pellegrino impiccato, con un chiaro rimando a San Giacomo di Compostella, S.Giovanni Battista a Corsano, di ispirazione pisana, o le altre contrassegnate dal caratteristico partito decorativo bicromo esterno, in bianco e nero come nel caso della chiesetta di S. Ilario, altro santo che richiama alla devozione francese, a Isola d’Arbia o in travertino bianco e laterizi rossi, come quello della canonica di S. Andreino alle Cave. Non meno interessante la pieve di Sant’Innocenza a Piana, nei pressi di Buonconvento, risalente al 1081, che si presenta come un complesso fortificato con i caratteri tipici dell’architettura militare senese del Due-Trecento.
Anche se non è direttamente legato ai luoghi di preghiera e di ricovero nati sulla Francigena, un itinerario interessato al culto, non può prescindere da una vista a Monteoliveto, l’antico complesso religioso posto in mezzo alle crete tra Asciano e Buonconvento. E’ un antico monastero fondato nel 1313 da tre nobili senesi, divenuto, nei secoli, un importante centro di cultura con la ricca biblioteca dei codici miniati e l’antica farmacia.

Le grance

Le grance erano le fattorie dell’ospedale, poste, generalmente, in posizione strategica, lungo la direttrice di strade importanti come la Cassia o la Francigena, e al centro dei cospicui possedimenti fondiari,  che il ricco ospedale aveva ricevuto a seguito di lasciti, acquisti o cessioni. Non di rado le grance sorgevano su insediamenti più antichi, come ricoveri per pellegrini o ospedaletti.
Sorte per la gestione e lo sfruttamento dei terreni di propria spettanza, venivano poi principalmente utilizzate per conservare ed immagazzinare i prodotti che le campagne fornivano. Da qui l’esigenza di fortificare questi articolati complessi edilizi, di solito isolati in mezzo alla campagna.
Le grance disponevano di grandi ambienti adibiti a granai, con un cortile interno attorno al quale erano disposti fabbricati e servizi di vario uso che servivano a renderle indipendenti, chiuse entro una cinta di mura fortificate. Nel corso dei secoli, alcune sono state inglobate da insediamenti abitativi successivi, come nel caso di San Quirico o di Serre di Rapolano, altre, più isolate, come nel caso di Cuna e di Spedaletto, si conservano ancora con le strutture difensive e molti degli ambienti interni.

 

Il percorso

Partendo da Siena la direzione da prendere per addentrarsi nella Val d’Arbia è verso sud; punto di riferimento la Cassia, che anche in questo lungo tratto che porta fino a Roma si sovrappone, a grandi linee, all’antica Via Francigena.
Dopo circa 16 km e dopo aver superato le frazioni di Isola d’Arbia e Ponte a Tressa ed essere entrati nel territorio del Comune di Monteroni d’Arbia, Sulla destra s’incontra il bivio per Cuna; prendendo la strada comunale, si oltrepassa il sottopasso della ferrovia e si entra nel Borgo di Cuna dove conviene parcheggiare, per la visita alla Grancia, la fattoria fortificata.
Superato Monteroni, è ancora la Cassia a condurci verso sud, superando la frazione di Ponte d’Arbia fino a giungere a Buonconvento, il cui centro storico ancora cinto da mura medievali fa parte del Club dei Borghi più Belli d’Italia.
Da Buonconvento, sulla sinistra, la deviazione consigliata è per il monastero di Monteoliveto, che, dopo circa 10 km, appare da lontano isolato e suggestivo, quasi perso tra i calanchi delle crete che lo circondano.
Il percorso per Monte Oliveto porta anche ad Asciano. Lasciato il paese di Asciano, in direzione nord, si procede in direzione di Rapolano; prima di andare a trascorrere qualche ora di relax presso le calde acque delle piscine termali, vale la pena fare una visita alle Serre, altro piccolo ma delizioso borgo, con la sua Grancia medievale e le sue sorgenti di acqua minerale naturale.

Altro itinerario, partendo sempre da Asciano, è quello che conduce a San Giovanni d’Asso, paese del tartufo bianco delle Crete Senesi. Sono poco più di 20 chilometri, questa volta in direzione sud, attraverso il paesaggio delle crete che domina lo sguardo senza soluzione di continuità.

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