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Monteroni d’Arbia

Postato Da admin / marzo 30, 2015 / Notizie e territorio / 0 Commenti

Monteroni d’Arbia è un piccolo paese il cui sviluppo è legato all’Ospedale di Santa Maria della Scala. Divenne Comune nel 1810, staccandosi dalla podesteria di Buonconvento. <!–more–>Monteroni d’Arbia è considerato la porta d’ingresso al sud della provincia di Siena, un territorio suggestivo, attraversato dalla Via Cassia. È un comune di 7.161 abitanti, a 13 Km da Siena, costituitosi nel 1810, sotto il dominio napoleonico. Fino a quel momento, infatti, Monteroni faceva parte della podesteria di Buonconvento. <strong>Storia</strong> Lo sviluppo di Monteroni d’Arbia fu legato all’espansione dell’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena che vi acquisì terre agli inizi del 1200. Nel XIV sec., l’abitacolo posto sulla Via Francigena, crebbe soprattutto intorno al mulino fortificato. Costruita tra il 1322 ed il 1324, sempre dall’Ospedale Santa Maria della Scala, cui apparteneva, anche la vicina Grancia di Cuna, che ne costruiva la struttura difensiva. Qui era anche concentrato il maggior numero di punti di assistenza per i pellegrini che transitavano, soprattutto alberghi, ma anche ospedali mano a mano che si procedeva verso Siena. Oggi Monteroni è noto, oltre che per il suo mulino, per le numerose emergenze architettoniche di valore che popolano il suo territorio. Dal punto di vista geografico e storico, è considerato la porta di ingresso al sud della provincia senese; un’area di grande valore paesaggistico e artistico unita dal transito della Via Francigena. Lo sviluppo di una consistente realtà artigianale e industriale negli anni del boom economico ha radicalmente trasformato la struttura agricola tradizionale di questo paese. Con il passare del tempo, la nascita di grandi aziende agrarie provocava la scomparsa dei piccoli nuclei poderali e alle colture praticate – principalmente il frumento – se ne aggiungevano altre come l’orzo, il granturco, il girasole. Monteroni, sosta lungo la via Francigena, ha conservato l’atmosfera antica che si respira negli altri centri del suo territorio, nel nudo paesaggio delle quali perfettamente si inserisce insieme alle fattorie, ai castelli, alle piccole chiese, alle grance e ai borghi.

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