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L’Università è sesta nella classifica dei migliori atenei italiani del Sole 24 Ore

Postato Da admin / luglio 21, 2015 / , , , / 0 Commenti

L’Università di Siena si posiziona al 6° posto nelle “classifiche della qualità” degli Atenei italiani redatte e pubblicate dal Sole 24 Ore, salendo di un gradino rispetto ai risultati dell’anno scorso. Tante conferme e miglioramenti nei punteggi conseguiti sulla base dei diversi indicatori: l’Ateneo senese conquista anche quest’anno le prime posizioni nazionali per l’attrattività, gli stage, le borse di studio, la bassa dispersione, il giudizio dei laureandi sui corsi, la competitività della ricerca e la qualità dei dottorati. La classifica generale è il risultato della media dei punteggi ottenuti nella valutazione della didattica, che passa da 66 a 70 punti, e della ricerca, che da 80 passa a 81 punti. Sul fronte della didattica, l’Ateneo senese attrae numerosi studenti da fuori Regione, riportando un punteggio di 91 su 100 per attrattività, ed è capace di trattenere i suoi studenti, con un’alta percentuale di immatricolati che si reiscrivono al secondo anno nello stesso ateneo. Molto buono anche il punteggio ottenuto grazie agli stage, che testimonia l’impegno dell’Ateneo senese nel potenziare le relazioni con il mondo del lavoro. Contribuisce al buon piazzamento dell’Ateneo la valutazione degli studenti sull’efficacia della didattica e la capacità dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario di erogare il 100% delle borse agli studenti idonei. Sul fronte della ricerca l’Ateneo si distingue per gli ottimi giudizi sulla qualità dei dottorati, confermando la quinta posizione nazionale, insieme al buon risultato nella capacità di attrazione di risorse per progetti di ricerca. “Le valutazioni ottenute dal nostro Ateneo nella classifica del Sole 24 Ore pubblicata oggi ci danno grande soddisfazione – ha detto il rettore Angelo Riccaboni – perché mettono in luce il lavoro svolto in tutti i settori per valorizzare le attività strategiche di didattica e ricerca. In particolare, essere migliorati sui punteggi già molto buoni dello scorso anno ci conferma ulteriormente che il percorso di sviluppo che abbiamo intrapreso è efficace e produce risultati apprezzati dagli studenti e dalla comunità accademica e scientifica”.

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